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Alcuni video introduttivi, per riflettere insieme

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Link utili

Bibliografia di riferimento

Maurizio Maglioni, Fabio Biscaro, La classe capovolta, Innovare la didattica con la flipped classroom, ed. Erickson

Capovolgere la classe, o meglio l’apprendimento, significa far affrontare agli studenti la parte teorica a casa e predisporre attività laboratoriali in classe. Questo rovesciamento permette al docente  di monitorare alcuni processi durante l’esecuzione dei compiti (che possono essere anche lavori di gruppo) e di intervenire nei casi specifici in maniera più mirata ed efficace.

 

Vediamo, nella teoria, che cosa dovrebbe essere la flipped classroom (p. 18, op. cit.):

  1. Una classe che accresce e valorizza il tempo in cui studenti e insegnanti sono a contatto.
  2. Un ambiente coinvolgente nel quale gli studenti si prendono la responsabilità del proprio apprendimento.
  3. Una classe in cui l’insegnante non è il sapiente in cattedra, bensì la guida a fianco del ragazzo.
  4. Un misto tra istruzione diretta e apprendimento costruttivista.
  5. Una classe in cui gli studenti assenti non sono lasciati indietro.
  6. Un modo per fare gruppo.
  7. Una classe in cui i contenuti della disciplina sono archiviati in modo permamente per un’eventuale revisione, per i recuperi e per gli anni successivi.
  8. Un luogo in cui tutti gli studenti possono godere di un insegamento personalizzato ed esprimere le proprie caratteristiche potenzialità.
  9. Un ambiente che permette agli studenti di viaggiare alla massima velocità in quanto il docente non è più il collo di bottiglia delle informazioni e del sapere.
  10. Un luogo dove i ragazzi più bravi possono essere incentivati ad aiutare quelli meno bravi.

 

Quali materiali servono (a docente e studente) ?

  • Materiali abitualmente usati per la propria didattica.
  • Un computer (o un tablet) con accesso a Internet con software per creare contenuti (Word, Excel, Power Point…).
  • Un browser come Google Chrome (facile, intuitivo).
  • Una casella e-mail (meglio se con Gmail, perché offre un accesso gratuito a tutte le applicazioni Google).
  • Un blog, un sito o una piattaforma (es. Fidenia).

 

Cosa deve fare il docente?

  • Pubblicare il materiale didattico usato/prodotto/da implementare… (la frequenza viene decisa dal docente in base alle necessità del gruppo classe).
  • Pubblicare anche esercizi risolti ed esempi (esistono molti esercizi già pronti con autocorrezione, ad esempio per la grammatica si veda qui ).
  • Pubblicare le consegne dei compiti da fare a casa (può pubblicare anche le rubriche di valutazione, preventivamente condivise – e in parte co-costruite-  con la classe).
  • Predisporre dei compiti su materiali cartacei (compiti che l’insegnante può comunque documentare e salvare sul proprio blog o sulla piattaforma) nel caso in cui uno studente non abbia Internet.

 

Alcuni vantaggi per lo studente (e di riflesso anche per la famiglia e per gli assistenti educatori):

  • avere un punto di riferimento per ritrovare il materiale (in funzione di un ripasso, di una revisione) anche quando la persona è assente;
  • avere un tempo diverso, personalizzato, per poter fruire di tale materiale;
  • poter utilizzare, oltre al cartaceo, file audio (es. podcast) e video.

 

Alcuni vantaggi per il docente (che diventa una guida, un facilitatore):

  • sapere che i ragazzi hanno un posto dove trovare sempre il materiale (nel caso in cui lo avessero perso);
  • anticipare i contenuti alla classe (rendendo più attivi e partecipi gli studenti) e condividerli anche con altri docenti (anche nel caso di compresenze o di sostituzioni);
  • rivedere, modificare, aggiungere materiali di vario tipo;
  • documentare un intero percorso e valutarne punti di forza e criticità, anche con i ragazzi;
  • migliorare la comunicazione alunno-insegnante (e forse anche distendere i rapporti con quelle famiglie in cui il momento compiti è vissuto come una tortura).

 

Il fatto di poter anticipare i contenuti porterà ad ulteriori vantaggi:

  • i ragazzi saranno più consapevoli, si creeranno delle idee sull’argomento, potranno fare domande pertinenti in caso di dubbi;
  • chi avrà già capito, potrà essere una risorsa per quei compagni che sono in difficoltà (peer learning);
  • rispetto a una lezione tradizionale, in classe si utilizzerà meno tempo per la ripresa dei concetti e più tempo per un’eventuale discussione;
  • in aula i ragazzi avranno più tempo per rielaborare e interiorizzare i contenuti (ad esempio in gruppo, lavorando in maniera più coinvolgente e per competenze).

 

Video introduttivo: perché capovolgere l’apprendimento?

Apprendimento capovolto

FASI APPRENDIMENTO TASSONOMIA BLOOM

 

Come costruire un blog

classe capovolta

 

Materiali utili

Premesso che non è necessario utilizzare dei video per capovolgere l’apprendimento, inseriamo qui alcuni link – da visionare, consultare, provare, criticare, modificare, implementare – tratti dal sito http://flipnet.it/ (associazione italiana che promuove corsi e convegni sull’apprendimento capovolto).

 

Materiali per Primaria

Esempi – scuola primaria

 

Materiali per SSPG

Esempi di classi capovolte – disciplina italiano

Esempi di classi capovolte – disciplina arte e immagine

Esempi di classi capovolta: disciplina inglese

Esempi di classe capovolta: disciplina matematica e scienze

 

Esempi

Esempi di attività con apparati di autovalutazione e valutazione (tratti dal sito Mondadori)

ss1_grammatica MODULO SUL NOME

ss2_grammatica MODULO SULL’AGGETTIVO

 

Per chi è curioso di sperimentare (oltre al blog)

Un’app gratuita per lavorare in maniera interattiva con i video.

edpuzzle.com

 

 

Fidenia è un social learning che permette gratuitamente di predisporre corsi in modalità e-learning, condividere risorse, realizzare contenuti multimediali, assegnare verifiche e dialogare in maniera “social” tra docenti, studenti e famiglie.

Non solo blog: Fidenia